DEI DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ INTERNA DELLO STATO
Art.
276
-
Attentato contro il Presidente della Repubblica -
Chiunque
attenta alla vita, alla incolumità o alla libertà personale del Presidente
della Repubblica, è punito con l'ergastolo.
Articolo
così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
277
-
Offesa alla libertà del Presidente della Repubblica -
Chiunque,
fuori dei casi preveduti dall'articolo precedente, attenta alla libertà del
Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da cinque a quindici
anni.
Articolo
così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
278
-
Offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica -
Chiunque
offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con
la reclusione da uno a cinque anni.
Articolo
così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
279
-
Lesa prerogativa della irresponsabilità del Presidente della Repubblica -
Chiunque,
pubblicamente, fa risalire al Presidente della Repubblica il biasimo o la
responsabilità degli atti del Governo è punito con la reclusione fino ad
un anno e con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Articolo
così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
280
-
Attentato per finalità terroristiche o di eversione -
Chiunque,
per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico attenta
alla vita od alla incolumità di una persona, è punito, nel primo caso, con
la reclusione non inferiore ad anni venti e, nel secondo caso, con la
reclusione non inferiore ad anni sei.
Se
dall'attentato alla incolumità di una persona deriva una lesione
gravissima, si applica la pena della reclusione non inferiore ad anni
diciotto; se ne deriva una lesione grave, si applica la pena della
reclusione non inferiore ad anni dodici.
Se
i fatti previsti nei commi precedenti sono rivolti contro persone che
esercitano funzioni giudiziarie o penitenziarie ovvero di sicurezza pubblica
nell'esercizio o a causa delle loro funzioni, le pene sono aumentate di un
terzo.
Se
dai fatti di cui ai commi precedenti deriva la morte della persona si
applicano, nel caso di attentato alla vita, l'ergastolo e, nel caso di
attentato alla incolumità, la reclusione di anni trenta.
Le
circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti previste
nel secondo e quarto comma non possono essere ritenute equivalenti o
prevalenti rispetto a queste (1).
(1)L'articolo
originario era stato abrogato dal D.Lgs.Lgt. 14 settembre 1944, n. 288.
L'attuale articolo è stato inserito dal D.L. 15 dicembre 1979, n. 625.
Art.
281
Articolo
abrogato dal D.Lgs.Lgt. 14 settembre 1944, n. 288.
Art.
282
Articolo
abrogato dal D.Lgs.Lgt. 14 settembre 1944, n. 288.
Art.
283
-
Attentato contro la costituzione dello Stato -
Chiunque
commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma
del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello
Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
Articolo
così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
284
-
Insurrezione armata contro i poteri dello Stato -
Chiunque
promuove un'insurrezione armata contro i poteri dello Stato è punito con
l'ergastolo e, se l'insurrezione avviene, con la morte (1).
Coloro
che partecipano alla insurrezione sono puniti con la reclusione da tre a
quindici anni; coloro che la dirigono, con la morte (1).
La
insurrezione si considera armata anche se le armi sono soltanto tenute in un
luogo di deposito.
(1)
La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art.
285
-
Devastazione, saccheggio e strage -
Chiunque,
allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto
diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio
dello Stato o in una parte di esso è punito con la morte (1).
(1)
La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art.
286
-
Guerra civile -
Chiunque
commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello
Stato, è punito con l'ergastolo.
Se
la guerra civile avviene, il colpevole è punito con la morte (1).
(1)
La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art.
287
-
Usurpazione di potere politico o di comando militare -
Chiunque
usurpa un potere politico, ovvero persiste nell'esercitarlo indebitamente,
è punito con la reclusione da sei a quindici anni.
Alla
stessa pena soggiace chiunque indebitamente assume un alto comando militare.
Se
il fatto è commesso in tempo di guerra, il colpevole è punito con
l'ergastolo; ed è punito con la morte (1), se il fatto ha compromesso
l'esito delle operazioni militari.
(1)
La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art.
288
-
Arruolamento o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero -
Chiunque,
nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma
cittadini, perchè militino al servizio o a favore dello straniero, è
punito con la reclusione da tre a sei anni.
La
pena è aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone
tuttora soggette agli obblighi del servizio militare.
Art.
289
-
Attentato contro gli organi costituzionali e contro le assemblee regionali -
È
punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti
di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto ad impedire, in
tutto o in parte, anche temporaneamente:
1)
al Presidente della Repubblica o al Governo l'esercizio delle attribuzioni o
prerogative conferite dalla legge;
2)
alle assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte costituzionale o
alle assemblee regionali l'esercizio delle loro funzioni.
La
pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è diretto
soltanto a turbare l'esercizio delle attribuzioni, prerogative o funzioni
suddette.
Articolo
così modificato dalla L. 30 luglio 1957, n. 655.
Art.
289 bis
-
Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione -
Chiunque
per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico sequestra
una persona è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.
Se
dal sequestro deriva comunque la morte, quale conseguenza non voluta dal
reo, della persona sequestrata, il colpevole è punito con la reclusione di
anni trenta.
Se
il colpevole cagiona la morte del sequestrato si applica la pena
dell'ergastolo.
Il
concorrente che, dissociandosi dagli altri, si adopera in modo che il
soggetto passivo riacquisti la libertà è punito con la reclusione da due a
otto anni; se il soggetto passivo muore, in conseguenza del sequestro, dopo
la liberazione, la pena è della reclusione da otto a diciotto anni.
Quando
ricorre una circostanza attenuante, alla pena prevista dal secondo comma è
sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni; alla pena prevista
dal terzo comma è sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni.
Se concorrono più circostanze attenuanti, la pena da applicare per effetto
delle diminuzioni non può essere inferiore a dieci anni, nell'ipotesi
prevista dal secondo comma, ed a quindici, nell'ipotesi prevista dal terzo
comma.
Articolo
aggiunto dal D.L. 21 marzo 1978, n. 59.
Art.
290
-
Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze
armate -
Chiunque
pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative o una di
queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale, o l'ordine giudiziario
è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
La
stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le Forze armate dello
Stato o quelle della liberazione.
Articolo
così modificato dalla L. 30 luglio 1957, n. 655.
Art.
290 bis
-
Parificazione al Presidente della Repubblica di chi ne fa le veci -
Agli
effetti degli articoli 276, 277, 278, 279, 289 è parificato al Presidente
della Repubblica chi ne fa le veci.
Articolo
aggiunto dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
291
-
Vilipendio alla nazione italiana -
Chiunque
pubblicamente vilipende la nazione italiana è punito con la reclusione da
uno a tre anni.
Art.
292
-
Vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato -
Chiunque
vilipende la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con
la reclusione da uno a tre anni.
Agli
effetti della legge penale, per "bandiera nazionale" s'intende la
bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori
nazionali.
Le
disposizioni di questo articolo si applicano anche a chi vilipende i colori
nazionali raffigurati su cosa diversa da una bandiera.
Art.
292 bis
-
Circostanza aggravante -
La
pena prevista nei casi indicati dagli articoli 278 (offesa all'onore o al
prestigio del Presidente della Repubblica), 290, comma secondo (vilipendio
delle Forze armate) , e 292 (vilipendio della bandiera o di altro emblema
dello Stato) è aumentata, se il fatto è commesso dal militare in congedo.
Si
considera militare in congedo chi, non essendo in servizio alle armi, non ha
cessato di appartenere alle Forze armate dello Stato, ai sensi degli
articoli 8 e 9 del codice penale militare di pace.
Articolo
aggiunto dalla L. 23 marzo 1956, n. 167.
Art.
293
-
Circostanza aggravante -
Nei
casi indicati dai due articoli precedenti, la pena è aumentata se il fatto
è commesso dal cittadino in territorio estero.
DEI
DELITTI CONTRO I DIRITTI POLITICI DEL CITTADINO
Art.
294
-
Attentati contro i diritti politici del cittadino -
Chiunque
con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio
di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso
difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque
anni.
DEI
DELITTI CONTRO GLI STATI ESTERI
I
LORO CAPI E I LORO RAPPRESENTANTI
Art.
295
-
Attentato contro i Capi di Stati esteri -
Chiunque
nel territorio dello Stato attenta alla vita, alla incolumità o alla libertà
personale del Capo di uno Stato estero è punito, nel caso di attentato alla
vita, con la reclusione non inferiore a venti anni e, negli altri casi, con
la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto è derivata la
morte del Capo dello Stato estero, il colpevole è punito con la morte (1)
nel caso di attentato alla vita; negli altri casi è punito con l'ergastolo.
(1)
La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art.
296
-
Offesa alla libertà dei Capi di Stati esteri -
Chiunque
nel territorio dello Stato, fuori dei casi preveduti dall'articolo
precedente, attenta alla libertà del Capo di uno Stato estero è punito con
la reclusione da tre a dieci anni.
Art.
297
-
Offesa all'onore dei Capi di Stati esteri -
Chiunque
nel territorio dello Stato offende l'onore o il prestigio del Capo di uno
Stato estero è punito con la reclusione da uno a tre anni.
Art.
298
-
Offese contro i rappresentanti di Stati esteri -
Le
disposizioni dei tre articoli precedenti si applicano anche se i fatti, ivi
preveduti, sono commessi contro rappresentanti di Stati esteri, accreditati
presso il Governo della Repubblica, in qualità di Capi di missione
diplomatica, a causa o nell'esercizio delle loro funzioni (1).
(1)
Articolo così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art.
299
-
Offesa alla bandiera o ad altro emblema di uno Stato estero -
Chiunque
nel territorio dello Stato, vilipende, in luogo pubblico o aperto o esposto
al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero,
usati in conformità del diritto interno dello Stato italiano, è punito con
la reclusione da sei mesi a tre anni.
Art.
300
-
Condizione di reciprocità -
Le
disposizioni degli articoli 295, 296, 297 e 299 si applicano solo in quanto
la legge straniera garantisca, reciprocamente, al Capo dello Stato italiano
o alla bandiera italiana parità di tutela penale.
I
Capi di missione diplomatica sono equiparati ai Capi di Stati esteri, a
norma dell'articolo 298, soltanto se lo Stato straniero concede parità di
tutela penale ai Capi di missione diplomatica italiana.
Se
la parità della tutela penale non esiste, si applicano le disposizioni dei
titoli dodicesimo e tredicesimo, ma la pena è aumentata.
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